GIUSEPPE CARLO AIRAGHI

la perseveranza dell'asino

 

PUBBLICAZIONI

I QUADERNI DELL'ASPETTATIVA

poesie

Si finisce così a guardare il mare
nei vuoti pomeriggi di inverno,
a cercare la linea dove diventa cielo
si capovolge e ci confonde.
Si finisce così a scrivere parole
sui bordi bianchi dei giornali,
a vederle bruciare
e confondersi con la nebbia.

LA SOMMA IMPERFETTA DELLE PARTI

poesie

Mi sorprende in pieno sole la mia ombra

impressa sul muro abbagliato del cortile.

Più veemente colpisce la luce

più nette sono le ombre e dure

e più ci fanno paura.


Seguo da qua il silenzioso andare

delle vele che vanno controvento,

chi se ne intende dice

che il vento cambierà di direzione

e mi strapperà una promessa

come si strappa l'erba selvatica dall'orto.

QUELLO CHE ANCORA RESTAVA DA DIRE

poesie

Malgrado non si preannunciassero miracoli
(nei quali del resto nessuno aveva confidato)
operai senza più rivoluzioni da incendiare
si chinano tra le macerie a cercare cocci
che valga la pena raccogliere
e salvare.
Impilano pietre antiche
per le costruzioni di domani,
riciclano speranze mal riposte
buone per altri spergiuri pentiti,
esorcizzano con una canzone allegra
i silenzi e le delusioni in agguato.

copertina.jpg

CERTI SORRISI FRAINTESI

romanzo

ORA CHE TUTTO CI APPARE PIÙ CHIARO

Poesie

I

Per scrivere poesie sincere

è necessario essere innocenti

e spietati come bestie senza morale,

essere il morso che strappa la carne dall'osso,

il cane bastardo che non molla la presa,

che scava nel fango della terra smossa,

che porta alla luce la preda occultata.


Per scrivere poesie vere

non si potrà più mentire,

ci toccherà colpire,

svelare il sudario,

lacerare la benda

a mostrare la ferita

viva.


Per scrivere poesie sincere

non ci cureremo di farci del male,

di strapparci lacrime dagli occhi,

di cavare denti ai sorrisi.


Per scrivere poesie vere

è necessario condannarsi

alla solitudine e al disprezzo,

lavarsi le mani nelle lacrime

del fratello inconsapevole,

inchiodarvi a martellate nella testa

la bellezza del mondo

che non volete vedere,

inchiodarvi a martellate nella testa

il dolore del mondo

chiuso fuori dalla soglia di casa,

l'urlo che non volete ascoltare.



II

Se scrivessi davvero poesie sincere

sarei condannato alla solitudine,

bandito, messo all'indice,

scacciato oltre le mura della città,

nei boschi profondi dai quali

non sarei più in grado di tornare.


Ma io non scrivo poesie vere,

mi accontento di versi

che non mi condannino alla solitudine

e al vostro disprezzo,

versi che non siano chiodi,

che non siano lame,

che non siano raggi di sole.

Io mi limito a impostare la voce

per darmi fiato da vecchio trombone,

per spettinarvi i capelli

che riaccomoderete a pagina chiusa,

per adescare applausi

che non vi costano nulla.

 
 

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